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Ammalarsi per comunicare che cosa

Il significato simbolico dei disturbi psicosomatici.

C’è una sola specie di uomo, malato o sano che sia, eppure l’approccio che viene adottato per comprendere le manifestazioni del suo malessere continua ancora a dividersi tra il considerare la sola dimensione organica dei sintomi e il tener conto invece dell’influenza che gli aspetti psicosociali hanno sullo sviluppo e il decorso di malattie somatiche.
Accade, più frequentemente di quanto possiamo renderci conto, che le emozioni e gli stati affettivi della persona utilizzino il canale corporeo per esprimersi o che in presenza di difficoltà, per esempio relazionali o di adattamento sociale, insorgano alterazioni fisiche.
Il manifestarsi di malattie così definite “psicosomatiche” rivela la stretta relazione esistente tra una situazione di stress o di conflitto a cui si è esposti e una reazione fisica accompagnata da segni organici oggettivi.
Ad esempio dietro il sintomo della tosse “stizzosa” si potrebbero celare tensioni interiori; considerando che il suo scopo consiste nel liberare il tratto respiratorio da corpi estranei e dall’irritazione che questi provocano, sul piano simbolico ciò si tradurrebbe nel tentativo di sbarazzarsi di emozioni oppressive, o di possibili desideri percepiti come estranei o pericolosi.
La presenza invece di livelli elevati di stress, o di probabili conflitti interni tra il bisogno di dipendenza e l’aspirazione all’indipendenza che alimentano una spinta continua al fare e al ricercare il successo, esporrebbero la persona a problematiche gastrointestinali come l’ulcera gastrica e duodenale.
Mentre dietro la manifestazione di una stipsi cronica si celerebbe ansia, incapacità di “lasciarsi andare” o potrebbe anche rappresentare l’espressione di una possibile compensazione di una generosità che ha il fine di ottenere piacere.
La pelle e le mucose, organi principali per qualsiasi esperienza di contatto, possono diventare sito d’azione di conflitti interiori e la stretta relazione esistente tra disturbi dermatologici e stati emotivi sembrerebbe riconducibile proprio al fatto che la pelle e il sistema nervoso centrale si originano dallo stesso strato germinativo durante lo sviluppo prenatale umano. Un attacco di prurito può essere indotto da vissuti di collera e in periodi di forte tensione emotiva il disturbo può peggiorare.
Quando si vivono periodi di intensa stanchezza, quando un’esperienza ci sconvolge o ci turba in modo particolare, o ancora quando abbiamo dei conflitti interiori o esteriori e una condizione di tensione affettiva si prolunga un po’ troppo capita comunemente che compaiono sintomi psicosomatici.
Il trattamento puramente somatico spesso non basta per risolverli perché va ad agire sul sintomo al fine di placarlo senza operare alcun intervento sulle condizioni psicologiche che hanno favorito la sua insorgenza.
È quindi fondamentale acquisire maggiore consapevolezza riguardo al funzionamento del nostro organismo comprendendo la stretta interconnessione esistente tra psiche e soma.
Ciò è possibile attraverso l’adozione di un approccio clinico bio-psicologico al disturbo che associa la terapia farmacologica con l’intervento psicologico per mezzo del quale è possibile dare spazio all’espressione verbale di vissuti e conflitti che altrimenti finiscono per essere sfogati sul nostro corpo.

 

Dott.ssa Cristina Pomi

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Questa rubrica ha come fine quello di favorire la riflessione su temi di natura psicologica. Le informazioni fornite hanno carattere generale e non sono da intendersi come sostitutive di regolare consulenza professionale.

Apertamente, rubrica di Psicologia a cura della dott.ssa Cristina Pomi e del dott. Daniele Zinghinì.