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Da brutto anatroccolo a cigno

Da brutto anatroccolo a cigno: la scoperta di se stessi attraverso la fiaba

Realizzare se stessi è un processo complesso che espone l’individuo alla paura di essere diverso dagli altri per arrivare infine a riconoscere che, in realtà, si è unici.

Il Brutto Anatroccolo, come narrato nella celebre fiaba di Andersen, è “grigio, grande e goffo”, vive la sua diversità con umiliazione ed emarginazione, oggetto di scherno altrui e sottoposto alle pressioni sociali di omologazione al gruppo. Ecco che allora intraprende la ricerca del suo posto e del suo ruolo nel mondo tentando diverse soluzioni, vivendo esperienze anche dolorose, prima di scorgere la sua vera natura.
Nella ricerca di se stesso inevitabilmente s’imbatte in false identificazioni con altri volatili finché non succede che, vedendo dei cigni, sente improvvisamente di voler essere come loro per poi accorgersi, finalmente, di essere egli stesso un cigno.
L’anatroccolo, nel momento in cui riconosce la propria individualità non va incontro all’isolamento, ma bensì viene accettato dai propri simili e ammirato per ciò che è, diviene a tutti gli effetti il membro di un gruppo.

Quello che in realtà accade quando lasciamo emergere la nostra personalità è solo apparentemente una forma di opposizione agli altri perché si tratta di essere semplicemente differenti ed impegnarsi nella ricerca di persone più simili a noi permette di sperimentare forme di coesione sociale più intense.
Come quando il brutto anatroccolo vede se stesso riflesso nell’acqua e si accorge di essere diventato un cigno, così ogni individuo che scorge finalmente se stesso può stabilire un contatto con l’altro per quello che realmente egli è.
Il viaggio alla ricerca di se stessi richiede inoltre che vengano riconosciute le proprie risorse, proprio come l’anatroccolo che si accorge di avere “ali forti e sicure” ed è possibile che, giunti al termine del percorso, ci si accorga che la nostra immagine era stata distorta dagli altri, che l’idea che c’eravamo fatti di noi stessi non era veritiera.
Quando una persona manifesta delle diversità rispetto alle aspettative altrui può accadere infatti che venga circoscritta nell’angusto spazio di una definizione negativa, come è successo al famoso anatroccolo, e questo finisce con il condannare l’individuo a un destino di infelicità, specie se a formulare il giudizio di “brutto, inadeguato, o fallito” è una persona di riferimento significativa per il soggetto.


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Molti purtroppo corrono il rischio di identificarsi con un’immagine negativa di se stessi solo perché si fa credere loro di essere dei brutti anatroccoli ma se invece ci si addentra in nuove esperienze, percorrendo un cammino di trasformazione, è possibile scoprire di essere dei magnifici cigni.
E’ importante insistere, andare avanti, continuare a cercare l’affinità di cui si ha bisogno, e in tale direzione può essere d’aiuto rivolgersi ad uno psicologo in grado di comprendere, accogliere e valorizzare la natura profonda, la vera identità della persona consentendole di scorgere finalmente lo splendido cigno che è in lei.

Dott.ssa Cristina Pomi

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Questa rubrica ha come fine quello di favorire la riflessione su temi di natura psicologica. Le informazioni fornite hanno carattere generale e non sono da intendersi come sostitutive di regolare consulenza professionale.

Apertamente, rubrica di Psicologia a cura della dott.ssa Cristina Pomi e del dott. Daniele Zinghinì.