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La lampadina più efficiente è il tuo cervello

La lampadina più efficiente è il tuo cervello e consuma come uno spazzolino elettrico

Attenti alle scorciatoie cognitive e ai pregiudizi

 

La lampadina AAA+++ con la classe più alta d’efficienza è proprio il tuo cervello.

Per quello che ne sappiamo la cosa più complessa del nostro universo è questo supercalcolatore fatto di 100 miliardi di neuroni ognuno di essi costituito da 1000 a 10000 sinapsi. Una macchina più efficiente di una lampadina a led che però fa molto di più di una fioca luce per illuminare di notte. É grazie al nostro cervello che cresciamo, pensiamo e ci esprimiamo in diversi ed infiniti modi possibili alimentando niente meno che la mente.
Il nostro cervello è una macchina eccezionalmente efficiente, da svegli genera infatti da 10 a 23 Watt, abbastanza per accendere una lampadina. Trovatemi un computer che riesce a fare le stesse cose che fa il nostro cervello, consumando l’energia di uno spazzolino da denti elettrico. Come fa? Il principale responsabile di questa strabiliante efficienza è un’innata predisposizione del sistema cognitivo umano a funzionare per euristiche (o scorciatoie mentali), che permetterebbe di selezionare poche informazioni fra tante presenti nell’ambiente prediligendo quelle più importanti per noi e tralasciando ciò che non ci serve, che è monotono. É come quando non ci accorgiamo più del suono degli scocchi dell’orologio o di un rumore ripetitivo mentre stiamo leggendo.


8- la lampadina più efficiente


Ciò accadrebbe a causa della necessità dell’organismo di risparmiare energie attraverso una selezione delle informazioni più importanti e rilevanti, come nel caso seguente in cui vengono ignorate le sillabe centrali superflue, rispetto a quelle periferiche che invece risultano essere decisive. Infatti “Sceodno una rcircea dlelUvitrisenà di Cmbairgde non ipromta lodirne dlele lrteete in una proala, luicna csoa che cntoa è che la pimra e lutlmia ltetrea saino al psoto gusito. Ttute le atlre lrteete dlela poalra psonoso esrsee itinvtere snzea carere prleobmi alla letutra.”
Questo accade perché la mente non legge ogni lettera singolarmente ma la parola come un intero quindi il cervello è comunque in grado di assemblare le lettere e interpretare la parola corretta.

Un’altro esempio è:

“Un lungo inverno a
a New York”

 Dove la “a” di “a New York” viene in realtà ripetuta due volte, ma solo in pochi se ne accorgono. Questa trascuratezza sarebbe in realtà funzionale in quanto si tratta di un’informazione di troppo per capire la frase, quindi il cervello decide di non dirigerci risorse attentive.
Questo meccanismo è basilare anche in altre dimensioni della vita. I pregiudizi ne sono una prova. Cos’è il pregiudizio se non il frutto di un’euristica cognitiva? Il pregiudizio è un’opinione preconcetta concepita non per conoscenza precisa e diretta del fatto o della persona, ma sulla base di voci e opinioni comuni.
Il risultato di questo geniale sistema di risparmio energetico è che il 90% delle potenziali capacità del nostro cervello e della nostra mente corrispondono ai comportamenti automatici e a quelli inconsci.
Iniziare a comprendere come funziona la mente risulta per tanto utile per prendere consapevolezza dei suoi errori, perché come riusciamo a vedere parole esatte laddove non ci sono, allo stesso modo potremmo non vedere cose che in realtà sono presenti; mentre esserne consapevoli ci permette poi di gestire al meglio le risorse mentali laddove il cervello decida di fare economia, evitandoci così di cadere in superficiali ed erronei giudizi sulla realtà.

Dott. Daniele Zinghinì

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Apertamente, rubrica di Psicologia a cura della dott.ssa Cristina Pomi e del dott. Daniele Zinghinì.