La pennichella che ti salva la vita

Nelle ore pomeridiane si concentra la maggior frequenza di incidenti stradali con un picco alle ore 17:00. La ricerca ha constatato che proprio in questa fase del giorno il nostro cervello risente di un fisiologico calo della vigilanza.

 Quando si pensa alle cause degli incidenti stradali siamo soliti far riferimento all’uso di alcool e di droghe tanto che la condizione di guida in stato di ebbrezza viene considerata come la maggior responsabile dei sinistri stradali. Tuttavia, i dati derivanti dalla casistica ci raccontano una storia diversa che vede tale credenza vera solo in parte. La dura realtà è che spesso la causa deriva dai limiti del nostro sistema cognitivo che diviene più lento e impreciso soprattutto in specifici momenti della giornata.
Difatti uno dei fattori fondamentali che spiega l’incidenza dei sinistri stradali è proprio la nostra mente visto che il cervello può usufruire di risorse disponibili limitate.


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A differenza di tutti gli altri organi del corpo umano, l’encefalo è l’unico che, oltre a richiedere il 20% dell’energia prodotta dall’intero organismo, ha un costante bisogno di riposo, una condizione indispensabile per un ripristino delle normali attività mentali.
Gli osservatori sugli incidenti stradali hanno evidenziato che l’incidenza dei sinistri aumenta significativamente nelle ore pomeridiane tra le ore 13 e le 19 con un picco intorno alle 17, sebbene quelli più pericolosi avvengano nelle ore notturne.
Questo dato potrebbe essere spiegato facilmente considerando i risultati di specifiche ricerche psicologiche le quali hanno dimostrato che il nostro cervello nelle ore pomeridiane va incontro ad un calo fisiologico della vigilanza e che proprio in questa fase del giorno ha bisogno di riposare.

La soluzione a questo punto appare ovvia.

Recuperare il caro e famoso pisolino dopo pranzo, a lungo considerato alla stregua di un “vizio” da cui difendersi, si rivela invece un’opportunità preziosa per il nostro cervello in quanto consente il ripristino della sua completa funzionalità.
Di fatto molte grandi aziende, tra cui la Google Company, nel tentativo di evitare la perdita di miliardi di dollari l’anno per calo di produttività hanno introdotto alcune direttive che permettono ai dipendenti di potersi riposare in apposite aree relax nei momenti di maggior bisogno. D’altronde anche Winston Churchill, nel bel mezzo del conflitto mondiale, spariva per una decina di minuti tutti i giorni asserendo di non poterne fare a meno.
Per ciò che riguarda i tempi ideali, un riposino di appena 15-20 minuti aiuta a mantenere alta la soglia di attenzione; mezz’ora consente di affinare i sensi e migliorare la memoria; un’ora a occhi chiusi contribuisce a mantenere nel tempo la concentrazione e a dare una spinta alla creatività.
Attenzione però a dormire troppo: potrebbero esserci infatti ripercussioni negative sul sonno notturno, per questo è consigliabile riposare al massimo trenta minuti.
Ma dove è consigliato riposare? Assolutamente proibito gettarsi sul letto, ancora di più infilarsi il pigiama. È sufficiente sdraiarsi su un divano, chiudere gli occhi per alcuni minuti, quindi tornare alle attività di prima.
Concedersi del tempo per riposare dopo pranzo risulta per tanto non solo salutare ma indispensabile per un’ottimale funzionamento del cervello perciò evitiamo di metterci subito alla guida e se si avvertono sintomi di stanchezza è bene fermarsi nelle apposite aree di parcheggio per riposarsi, questa semplice buona pratica può infatti salvarci letteralmente la vita.

Dott. Daniele Zinghinì

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    Apertamente, rubrica di Psicologia a cura della dott.ssa Cristina Pomi e del dott. Daniele Zinghinì.