16 - (banner) pensavo fosse amore

Pensavo fosse amore … e invece era l’inferno

La violenza psicologica nella coppia.

Esistono coppie che non riescono a funzionare se non producendo dolore. Ripetutamente ci imbattiamo in articoli giornalistici e servizi televisivi che testimoniano la triste attualità di relazioni perverse dagli esiti spesso purtroppo tragici. Sebbene sorge sempre la stessa, spontanea, domanda -ovvero “perché ciò accade” – per avvicinarsi il più possibile alla comprensione della dinamica che vi è alla base occorre compiere uno sforzo riflessivo.


16 - pensavo fosse amore ...


Cosa spinge una donna ad avventurarsi in questo tipo di relazioni? L’inizio di questi rapporti è sempre piacevole ed emozionante; l’uomo riesce a far sentire la propria partner importante e speciale, o perché brilla della sua stessa luce riflessa oppure perché rappresenta la cosa migliore che gli sia mai capitata nella vita.

Allora quand’è che lo stile perverso imprime il suo marchio sulla relazione? E’ nella quotidianità che ha inizio la metamorfosi del rapporto. La donna, se prima è idealizzata, poi verrà svalutata. Diventa una presenza scontata al quale però il partner non intende rinunciare perché ne ha bisogno. L’uomo è così abile da indurla a pensare di essere lei quella sbagliata tra loro e gli sforzi che la donna compie per cercare di capire risultano vani con il risultato di arrivare a sentirsi disorientata.

Cosa spinge le donne a portare avanti un rapporto di abuso e di violenze? Accade che gli uomini, specie quelli con una personalità meno gravemente disturbata, siano capaci di alternare momenti di sintonia con gli altri – e dunque anche con la propria partner – a momenti in cui si palesano gli aspetti perversi e la donna diventa allora senza valore.
Le donne, confuse da questa mutevolezza degli aspetti del partner, finiscono con l’aggrapparsi al “lato buono del compagno” e col perdere la capacità di giudicare la realtà anche perché spesso vivono confinate nell’isolamento.
Quando poi si verifica per la prima volta una grave violenza psicologica senza che la donna emetta una risposta decisa e drastica di ribellione, ecco che non ci saranno più limiti al seguito di violenze.
Un secondo aspetto, ma non secondario, riguarda la minaccia di vissuti depressivi che la donna si troverebbe ad affrontare se interrompesse il legame nel quale ha riposto molte speranze e in cui ha investito energie e sofferenze.

Le donne come possono liberarsi dalle catene di questi legami perversi?

Molte volte le donne sanno di soffrire ma non sanno di essere vittime di relazioni di tipo abusivo e violento. L’incapacità di riconoscere la propria condizione spesso dura a lungo ed intraprendere un percorso di uscita da una relazione perversa risulta difficile e doloroso, ma possibile.
Quando ci si rende conto di essere intrappolati in un rapporto infelice dove ogni tentativo compiuto di modificare il proprio comportamento per cercare di accontentare il partner è destinato al fallimento, quando ci si accorge che minimizzare il comportamento maltrattante del partner è divenuto ormai un’abitudine, si può aver bisogno dell’aiuto di uno psicologo per venire fuori da questa situazione.
L’incontro con un professionista permette infatti alla vittima di sentirsi compresa, di recuperare progressivamente fiducia in sé stessa, di liberarsi dai sensi di colpa e di affrontare la realtà riuscendo così a porre fine a relazioni violente dalle quali all’inizio può sembrare impossibile uscirne.

Dott.ssa Cristina Pomi

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Apertamente, rubrica di Psicologia a cura della dott.ssa Cristina Pomi e del dott. Daniele Zinghinì.