Questi corpi tatuati

Significatività essenziale dei fenomeni dell’apparire.

Il mimetismo rappresenta un meccanismo enigmatico ed affascinante, molto diffuso in natura e sfruttato anche dall’uomo in particolari condizioni, eppure se ci poniamo di fronte all’alternativa tra il passare inosservati e l’esibirsi emerge chiaramente che viviamo in una società popolata da persone animate da una necessaria ricerca della visibilità.
Il corpo in cui abitiamo è un corpo sociale, che si muove, che si relaziona con altri corpi e ciò lo espone continuamente allo sguardo attento, sbrigativo, critico oppure totalmente indifferente dell’altro, che comunque è presente e sancisce con la sua presenza una distanza ed una differenza, dietro la quale è possibile avvertire la fragilità della propria persona.
Come afferma lo psicoanalista Lacannoi siamo degli esseri guardati, nello spettacolo del mondo”, siamo cioè delle immagini per gli altri e sapere di esserlo attiva fantasie, preoccupazioni, sensazioni che ci spingono ad intervenire sul corpo per manipolarlo esteriormente.
Un certo grado di preoccupazione per il nostro aspetto lo manifestiamo tutti quotidianamente a partire dalla scelta su cosa indossare, dall’attenzione che riserviamo al trucco, alla cura della pelle e dei capelli e c’è chi si sottopone a pratiche di chirurgia estetica per riuscire a darsi la forma giusta.
In verità si tratta di camuffare se stessi, di un’apparire che in sostanza è un nascondere. Nascondere cosa? Le nostre insicurezze, i nostri timori di non essere all’altezza, le nostre paure rispetto al tempo che passa e ai segni che lascia sul corpo.
Anche i tatuaggi e i piercing rappresentano delle pratiche di manipolazione corporea. Le decorazioni e le alterazioni del corpo, praticate a partire dalla tarda età della pietra, sono state investite nel corso della storia di funzioni protettive, terapeutiche, realizzate per comunicare affiliazioni, valori, e oggi, sempre più diffuse tra gli adolescenti, si caricano soprattutto di significati personali.

Ma quale funzione psichica assolvono queste forme di manipolazione del corpo? Sono il risultato di una pressione culturale o piuttosto costituiscono una forma di auto-espressione?

Si tratta di raffigurazioni o piuttosto di s-figurazioni?

La psicoanalista Lemma individua tre tipi di fantasie sottostanti a queste pratiche. Quella di voler creare un corpo perfetto con la convinzione che ciò possa servire a garantirsi l’amore e la desiderabilità da parte dell’altro; quella del rivendicare il proprio corpo, ovvero tentare di riappropriarsene, di ridefinirlo, in quanto sentito come tenuto in scacco dall’altro e infine quella di creare se stessi, eludendo l’altro e qualsiasi forma di dipendenza.


20- questi corpi tatuati


Tutti noi abbiamo una storia da raccontare e anche se scegliamo di non parlarne è inevitabile che sia il nostro corpo a narrarla e, allo stesso tempo, a portare su di sé la traccia indelebile dell’altro perché è proprio mediante il corpo che interagiamo con gli altri, sia che vogliamo evidenziare la nostra uguaglianza o differenza, la nostra dipendenza o separazione.
La nostra mente abita nel nostro corpo e la scelta di modificarlo esprime una necessità che occorrerebbe riconoscere ed ascoltare prima di agire.
Dietro queste forme di manipolazione del corpo, concepite come tentativi di autoaffermazione, si celano spesso sofferenze, conflitti irrisolti, che è possibile far emergere se viene lasciato spazio alla parola, all’incontro.
Dar voce ai propri pensieri e vissuti aiuta inoltre ad attivare risorse e permette di scorgere alternative all’apparire, come ad esempio, quella di provare ad essere.

Dott.ssa Cristina Pomi

————————————–

Scriveteci all’indirizzo info@apertamente.info o tramite il form qui sotto, saremo lieti di rispondere ai vostri quesiti.

Dubbi? Curiosità? Richieste su temi particolari? Scriveteci nell’area contatti e saremo lieti di rispondervi.

    Nome:

    E-Mail:

    Messaggio:

    Le mail ricevute saranno protette dal più stretto riserbo in modo da tutelarne la privacy.

    AVVERTENZA:
    Questa rubrica ha come fine quello di favorire la riflessione su temi di natura psicologica. Le informazioni fornite hanno carattere generale e non sono da intendersi come sostitutive di regolare consulenza professionale.

    Apertamente, rubrica di Psicologia a cura della dott.ssa Cristina Pomi e del dott. Daniele Zinghinì.