Young confident woman in red cape and mask

Rete virtuale e rete sociale: adolescenti in trappola?

“Tu sarai per me unico al mondo e io sarò per te unica al mondo”

Diceva la volpe al Piccolo Principe insegnando così ai piccoli e grandi lettori cosa vuol dire essere amici. Eppure Antoine de Saint-Exupéry dopo tanta popolarità raggiunta vedrebbe oggi che le sue parole, tanto semplici quanto preziose, sono oramai in disuso.
L’amicizia, quella con la A maiuscola, quella dell’esclusività, sta attraversando un momento critico infatti solo il 9% degli adolescenti italiani continua a preferire l’amico del cuore, un legame intimistico che richiede un notevole investimento per cui sempre più spesso si finisce per ripiegare su relazioni amicali meno impegnative.
Possiamo rintracciare l’influenza del capitalismo contemporaneo anche sul modo di vivere le relazioni infatti piuttosto che scegliere di “essere amici per la pelle” si cerca di avere molti amici, un trend che condividono l’85,5% degli adolescenti e che cresce progressivamente spostandosi dal nord al sud della penisola italiana.


13- rete virtuale e rete sociale


Un’indagine dal titolo “Adolescenti e socialità” realizzata dalla Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza e dall’Associazione Laboratorio Adolescenza traccia un profilo dei nuovi adolescenti più propensi a vivere l’amicizia in gruppo, meglio se numeroso, anche se a discapito della propria autonomia.
I ragazzi dichiarano che più sono gli amici e meno si sentono a disagio sebbene la vita in branco richiede che venga assecondata la volontà del gruppo per evitare di esservi estromesso. Un adolescente su due dichiara di compiere azioni rischiose e di farlo senza esserne consapevole, ad esempio il 75% dei ragazzi non si allacciano le cinture di sicurezza in auto, il 49% ha provocato qualcuno e il 45% ha “fatto a botte”.
Ciò che oggi sta destando più preoccupazione riguardo alla propensione al rischio è che gli adolescenti dispongono di nuovi strumenti che potrebbero essere utilizzati in modo pericoloso. Il 51% dei ragazzi dichiara infatti di possedere uno smartphone, potendo in questo modo accedere ad internet in qualunque momento e soprattutto con meno controllo da parte dei genitori.
Un adolescente su tre instaura amicizie virtuali, c’è chi scambia il proprio numero, chi invia la propria foto, il 20% accetta di incontrare uno sconosciuto in presenza di amici mentre il 9% lo fa anche da solo. Dati preziosi questi che riflettono una percezione del rischio attenuata negli adolescenti che li espone quotidianamente a facili pericoli.
La continua trasformazione della società solleva nuove riflessioni alle quali non possiamo sottrarci e ridefinisce il ruolo dell’adulto che deve saper vigilare alla giusta distanza sul mondo giovanile, fornendogli strumenti adeguati per comprendere la realtà ed agire responsabilmente, ma soprattutto deve affinare la sua capacità di cogliere tutto il non-detto per intervenire tempestivamente in presenza di disagi.

Dott.ssa Cristina Pomi

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Apertamente, rubrica di Psicologia a cura della dott.ssa Cristina Pomi e del dott. Daniele Zinghinì.