StopBullying

Un Pugno Al Bullismo

Il bullismo rappresenta, all’interno dell’ambito scolastico, il comportamento antisociale che ha la maggiore incidenza: nelle classi superiori il 34,7% dei ragazzi ammette di aver assistito o di essere stato vittima di episodi di bullismo (Buccoliero e Maggi, 2005) la percentuale sale ulteriormente se si considerano anche gli atti di cyber-bullismo in cui i mezzi delle nuove tecnologie fanno da terreno fertile su cui si sviluppano le molestie.

Una definizione precisa e l’introduzione del termine stesso bullying sono di Olweus: uno studente è oggetto di azioni di bullismo quando viene esposto ripetutamente nel corso del tempo ad azioni offensive o dannose messe in atto, in modo consapevole ed intenzionale, da parte di uno o più compagni, senza riuscire a difendersi (Olweus, 1978, 1996; Menesini, 2000).

Il presente progetto si prefigge l’importante obiettivo di ridurre la dispersione scolastica attraverso la prevenzione, la diminuzione ed il contrasto al fenomeno del bullismo e del cyber-bullismo presso il Liceo Ginnasio Statale “Mariano Buratti” di Viterbo.

Attraverso un percorso di sensibilizzazione e formazione psicologica per il personale della scuola e per i genitori si vuole produrre una maggiore consapevolezza rispetto ai fenomeni del bullismo. Mediante una formazione sia di tipo psicologico, psicosociale, sia di tipo sensoriale, con un percorso di difesa personale, si orientano gli studenti verso comportamenti socialmente accettabili migliorando l’efficacia della comunicazione ed avviando modalità adeguate di soluzione dei conflitti.

La metodologia scelta è la Peer-Education (educazione tra pari), attualmente considerata una delle più efficaci e innovative strategie di prevenzione dei comportamenti a rischio rivolte agli adolescenti. Il target è rappresentato da 11 classi terze del Liceo Ginnasio Statale di Viterbo (Liceo Linguistico e Liceo Classico): viene composto un gruppo di studenti emergenti, nella misura di due per ogni classe-target, vengono coinvolti in un programma extra-scolastico di formazione specifica sui temi del bullismo e del cyber-bullismo e, attraverso tale metodologia, saranno loro che si occuperanno di ideare, progettare e realizzare una strategia di prevenzione dei fenomeni di bullismo, assumendo in tal modo il ruolo di Peer-Educator nei confronti dei compagni delle 11 classi-target. La scelta dell’educazione tra pari quale strumento di intervento si fonda sulla constatazione che i comportamenti aggressivi, in particolare il bullismo, non sono un problema di singoli studenti ma il risultato di un’interazione sociale in cui tutte le parti coinvolte svolgono, in modo attivo o passivo, un ruolo essenziale nel mantenere o modificare l’interazione, e sull’importanza che il gruppo di coetanei riveste nel periodo dell’adolescenza. Qui, il lavoro di gruppo condotto dai Peer-Educator è la strategia primaria per attuare un intervento che, attraverso una comunicazione orizzontale, sviluppi il senso di responsabilità personale.
Parallelamente al percorso psicologico e formativo con i Peer-Leader verrà attuato un percorso pratico idoneo ad insegnare tecniche di self defence, seguendo un programma specifico con un istruttore qualificato della Federazione Italiana Krav Maga (FIKM). Questo percorso permetterà sia ai Peer-Leader, sia ad altri alunni di prendere consapevolezza del proprio corpo e delle reazioni di paura e stress. Inoltre si apprenderanno tecniche di auto-difesa e di difesa di terze persone in situazioni di emergenza.